50 anni fa


I N T E R V I S T A

LA SIGNORA CLARA RACCONTA:

"Baraggia, prima della seconda guerra mondiale, era un paesino agricolo e gli abitanti erano circa 600.

Le case erano tutte agglomerate nei cortili, circondate dai portoni con un'entrata che si affacciava all'aia comune.
Ogni famiglia aveva la stalla con annessa la cascina. Ognuno aveva il suo bestiame per la sopravvivenza alimentare.

Gli uomini svolgevano attività agricole e boschive, invece le donne accudivano alla famiglia e al bestiame, lavoravano i campi e allevavano il baco da seta.

C'erano tre mulini, tutte le famiglie li adoperavano per macinare il granoturco e, con la farina ricavata, preparavano il pane che andavano a cuocere nei forni.

C'era una fabbrica, dove si lavorava la seta, che impiegava parecchie donne anche dei paesi vicini.

La chiesa di S. Siro era consacrata, le funzioni religiose vi si svolgevano solo la domenica e il parroco veniva da Viggiù.
Nel frattempo era in costruzione la chiesa di S. Giuseppe, quella di cui usufruiamo tuttora.
In cima al paese esisteva una chiesa sconsacrata che poi è stata demolita.

Nei cortili la vita era vissuta comunitariamente, ci si aiutava a vicenda per superare i vari momenti difficili.
Le famiglie erano molto numerose e i figli aiutavano i genitori già dall'infanzia.

Funzionava già l'asilo che ancora oggi è la nostra scuola materna. I bambini erano seguiti da una sola educatrice che viveva nello stesso caseggiato e dava tutta se stessa per il suo lavoro.

La scuola elementare si trovava dove ora si trova l'ufficio postale.
L'obbligo scolastico era fino alla terza elementare, dopo di essa, chi voleva continuare gli studi andava a Viggiù.

Le strade erano tutte sterrate, erano percorse da buoi o cavalli con carri, mezzi di trasporto usati in quel periodo.
C'era il tram che partiva da Piamo e andava a Viggiù passando per Tassera; parecchia gente di Baraggia ne usufruiva per raggiungere la stazione.

Alla Bevera esisteva un canneto da cui si ricavava la torba da bruciare ed era fonte di guadagno per molte famiglie.

I bambini vivevano a contatto diretto con la natura, correvano e giocavano nei prati e, a seconda della stagione, si divertivano a raccogliere mughetti, gelsi, noci, castagne, nocciole, ...".




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