La chiesetta di San Siro
La chiesa di S. Siro alla Baraggia e i rustici che la circondano si trovano lontano dal nucleo dell'abitato di Viggiù, sull'orlo di un piccolo avvallamento da cui dominano un'ampia distesa di campagna coltivata.
La tradizione vuole che essi formassero anticamente un insediamento monastico, in dipendenza da Sant'Elia, anche se gli studi più recenti tendono ad escludere quest'ultima possibilità.
Una suggestiva immagine di San Siro sotto la neve. (foto sig. Lovato)
La chiesa è una piccola costruzione romanica ad una sola navata, conclusa da un'abside semicircolare, secondo lo schema tipico degli oratori di campagna del Varesotto.
Nel corso dei secoli ha subito molte vicissitudini, culminate in un periodo in cui fu adibita a deposito di attrezzi agricoli.
Recenti interventi di restauro hanno permesso di garantirne la conservazione, ma i segni della sua storia travagliata sono ben leggibili attraverso la tormentata muratura e la presenza di aggiunte successive alla costruzione originale.
Nel lato settentrionale si trova una piccola sacrestia settecentesca, continuata da un rustico portico.
Settecentesco è anche il campanile, coronato da una cella campanaria di semplice eleganza.
Il maggior motivo d'interesse della costruzione sono gli affreschi dell'abside, di difficile datazione, ma probabilmente risalenti alla prima metà del Cinquecento.
L'abside. (la foto è di un alunno di cl. 5)
In alto, nel catino, compare il Cristo con la mano destra alzata in gesto di benedizione e un libro nell'altra mano; sul libro si trovava una scritta che attualmente è completamente scomparsa.
L'abside, particolare. (la foto è di un alunno di cl. 5)
Ai lati del Cristo ci sono i quattro Evangelisti seduti ai loro scrittoi su cui sono appoggiati lunghi rotoli, anch'essi ormai privi delle scritte originali.
Accanto agli Evangelisti per permetterne l'identificazione, sono rappresentati i loro simboli e, proprio l'Angelo di Matteo, che sembra dettargli la parola di Dio leggendola dal libro che tiene in mano, è forse il brano stilisticamente più convincente.
La parte bassa ha subito pesanti ridipinture nel Seicento, quando si è tentato di rendere più moderni i volti e gli abiti dei personaggi.
Vi sono rappresentati diversi santi raggruppati intorno ad una Madonna ed un Bambino.
Le singole figure sono inserite in semplici cornici architettoniche.
Il Santo Vescovo, S. SIRO, è più a destra; ripulito dagli strati di pittura che gli erano stati sovrapposti, mostra le caratteristiche stilistiche della pittura provinciale lombarda di inizio Cinquecento.
da "La Prealpina", articolo di P. Viotto
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