San Giuseppe
La progettazione della nuova chiesa parrocchiale di Baraggia fu affidata all'architetto Ugo Zanchetta.
La benedizione della prima pietra avvenne nell'autunno del 1930, il 12 ottobre, sotto una pioggia torrenziale e fu effettuata dal prevosto di Arcisate, delegato dall'arcivescovo Ildefonso Shuster.
Tutta la cittadinanza partecipò alla cerimonia solenne che si concluse nel pomeriggio con una processione eucaristica.
Alla cerimonia non fu presente cului che più s'impegnò perché una nuova chiesa potesse sorgere alla Baraggia: il coadiutore don Giuseppe Pozzoli, costretto a letto da un male incurabile e che morì il 31 ottobre in una cameretta dell'ospedale di Viggiù.
In sua memoria la chiesa, che si pensava di dedicare a Sant'Antonio, veniva invece dedicata a S. Giuseppe.
Tutti i Baraggini hanno offerto il materiale di costruzione per l'edificazione della chiesa e la loro opera di volontariato, perché impazienti di veder concretizzare il loro sogno.
Come in tutte le più importanti costruzioni religiose, anche in questa non mancò il "fatto miracoloso".
"Al 16 settembre, quando i lavori si prestavano al termine, un garzone muratore dall'alto del tetto cadeva, spezzando, a metà caduta, una tavola da ponte e precipitando al suolo. Fu vero miracolo se potè in breve tempo cavarsela senza danno".
Per quanto ancora incompleta, il 22 novembre 1931, la nuova chiesa fu benedetta e inaugurata con la celebrazione di una messa solenne da don Fortunato Biffi, assistito da don Antonio Riboni, dal coadiutore don Piero Baraggia e dagli altri parroci dei paesi limitrofi.
I lavori procedettero con ritmo eccellente; già in agosto si poteva ammirare sulla sommità della chiesa la croce sorretta da un globo dorato ed erano stati ultimati il campanile e la sacrestia; cinque mesi dopo il campanile ebbe un "concerto di cinque campane" dal peso di 1.387 chili (fatte fondere dalla ditta Bianchi di Varese).
La chiesa presenta una sola navata centrale; l'altare maggiore è stato realizzato dalla ditta Fratelli Cassani di Viggiù ed è adornato da una pala, un quadro con raffigurato S. Giuseppe e Gesù Fanciullo, dipinto eseguito dal pittore viggiutese Antonio Piatti e dallo stesso donato alla chiesa.
L'artista, nel 1944 durante la sagra di Sant'Antonio Abate, donò alla chiesa un quadro ad olio raffigurante il santo.
da "Gente di frazione", edito dalla Parrocchia S. Giuseppe di Baraggia
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